Communication

Riceviamo un messaggio di allerta da parte del governo. Molti di noi farebbero finta di niente. Ecco perché

In questi giorni si parla spesso del sistema di allerta tramite sms utilizzato a New York durante l’attentato.

Cos’è e a cosa serve? Eschermata-2016-09-21-alle-07-50-50‘ davvero così utile?

Iniziamo con le risposte. L’Instant Emergency Notification è un sistema che, negli Stati Uniti, esiste dal 2006, come conseguenza degli attentati del 2001. Nella città di New York è stato usato per la prima volta in questa occasione ma in altre città ci sono stati casi del genere. Negli Stati Uniti è denominato WEA Wireless Emergency Alert ma l’efficacia di questo strumento viene messa sotto esame da uno studio effettuato dall’Università UCLA della California e sponsorizzato dal Dipartimento della Homeland Security (DHS) dal titolo:

“WEA Messages: impact on physyological, emotional, cognitive and behavioral responsis”.


Quali sono le reazioni che colpiscono un individuo quando riceve un sms di allarme sul suo telefono? 

Grazie a questo studio, possiamo iniziare a riflettere su come un’informazione del genere viene recepita e processata, sia in termini fisiologici che psicologici. Per entrare al meglio nella comprensione degli esiti dello studio, dobbiamo però comprendere il processo di percezione nella descrizione dei fenomeni.

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Perché vi parlo di percezione?

Lo studio promosso dal Dipartimento della Homeland Security (DHS), ha fatto emergere delle criticità nel funzionamento del sistema di messaggistica dovute alle nostre caratteristiche personali. La percezione degli stimoli ricevuti dall’ambiente esterno (in questo caso i messaggi) sono, infatti, il frutto di un processo dinamico influenzato dalle nostre abitudini, caratteristiche personali, valori comunitari, credenze e cultura, che possono influenzare il nostro modo di interpretare la realtà.

Iniziamo a conoscere i limiti di questo sistema di comunicazione grazie allo studio: “WEA Messages: impact on physyological, emozional, cognitive and behavioral responsis”

megaphone-297467_1280Premessa
Questo studio focalizza la sua attenzione sulle reazioni psico-fisiologiche in funzione del messaggio ricevuto (stimolo). Per la misurazione delle funzioni fisiologiche, tutti i soggetti sono stati sottoposti ad applicazione di elettrodi per specifiche misurazioni (variazione delle caratteristiche elettriche della pelle agli stimoli del corpo, elettrocardiogramma e pressione del sangue). Il risultato di queste misurazioni è stato messo in relazione con le caratteristiche personali dei soggetti: predisposizione all’ottimismo o al pessimismo, predisposizione a credenze (percepire la pericolosità del mondo), livello di ansia, comprensione dei messaggi e altri importanti fattori. 

Come si sviluppa lo studio

Tutti i soggetti partecipanti, sono stati sottoposti a quattro diversi tipi di esperimento in cui le variabili in gioco erano il numero dei caratteri e il tipo di messaggio (allerta). Di seguito i quattro diversi esperimenti e l’immagine con le schermate dei messaggi di testo inviati.

From: Wea Messages, Impact on Physhiological, Emotional, Cgnitive, and behavioral responses

From: “Wea Messages, Impact on Physhiological, Emotional, Cognitive, and behavioral responses


Esperimento 1 –  Reale vs Ipotetico –

In questo esperimento metà dei soggetti vedevano recapitarsi sullo smartphone un messaggio che credevano reale, mentre, la restante metà un messaggio del quale era stata preannunciata l’ “ipotetica verità” (hypothetical). Il testo del messaggio annunciava in 90 caratteri lo scoppio di una bomba all’interno del campus in cui si trovavano i soggetti. 

Esperimento 2 – Lunghezza del messaggio e contenuti –
In questo esperimento i soggetti le variabili considerate erano la lunghezza del messaggio e il contenuto. La combinazione di quattro differenti versioni del messaggio, esponeva i soggetti a lunghezze e contenuti differenti. Ecco i quattro messaggi:

  • Messaggio scoppio di una bomba all’interno del campus – 90 caratteri
  • Messaggio scoppio di una bomba all’interno del campus – 160 caratteri
  • Messaggio di un cecchino all’interno del campus90 caratteri
  • Messaggio di un cecchino all’interno del campus – 160 caratteri

 

Esperimento 3 – Soli o in compagnia –

In questo esperimento i soggetti erano selezionati in funzione di una variabile: la solitudine. Al momento della ricezione del messaggio, metà dei soggetti erano soli nella loro stanza. La restante metà dei soggetti era invece in compagnia. Sul loro smartphone vedevano recapitarsi un messaggio di 90 caratteri con oggetto lo scoppio di una bomba all’interno del campus.

Esperimento 4 – Lunghezza del messaggio e contenuti – In questo esperimento i soggetti vedevano recapitarsi sul loro smartphone una delle quattro possibilità:

  • Messaggio scoppio di una bomba all’interno del campus –160 caratteri
  • Messaggio scoppio di una bomba all’interno del campus – 280 caratteri
  • Messaggio per la presenza di un cecchino all’interno del campus – 160 caratteri
  • Messaggio per la presenza di un cecchino all’interno del campus – 280 caratteri

– Quali sono i risultati di questo lungo e complesso esperimento? –

Citerò solo alcune delle qualitative findings che concludono lo studio. Chiunque volesse approfondire può farlo scaricando il .pdf sul sito della Homeland Security. Sintetizzerò le cose, secondo me, più rilevanti.

  • La prossimità è uno dei primi elementi presi in considerazione mentre si legge il messaggio. (Sono vicino o lontano al luogo dell’accaduto?) In funzione alla prossimità viene gettato il livello d’attenzione (per la serie: nimby confermato!)
  • Molte persone mettono da parte il messaggio senza leggerlo nella sua integrità (skimming) pensando che non sia un reale messaggio di allarme ma qualcos’altro (tra le risposte dei partecipanti non viene indicato il motivo perché è una ricerca sulla percezione, tuttavia credo che anch’io penserei ad una trovata del marketing)
  • “Less is more” – tra tutte le persone che non leggevano per intero il messaggio ce ne sono state alcune che hanno confermato che, nonostante avessero messo il messaggio da parte, alcune parole avevano attirato la loro attenzione dirigendole nuovamente alla lettura del messaggio. I messaggi brevi sono quelli più efficaci e la loro brevità conferiva al messaggio un’aria di “serietà e autorevolezza”. Quelli di 160 caratteri sono risultati più efficaci nella descrizione e come livello di attenzione.
  • N.B. – Una grandissima percentuale delle persone sottoposte agli esperimenti di cui sopra non hanno intrapreso nessun tipo di reazione rispetto al messaggio. 

 –  Come possiamo rendere efficace un sistema di Instant Emergency Notification ? –

Un’altra parte fondamentale dello studio, è la serie di raccomandazioni che l’Università UCLA propone per aumentare l’efficacia del sistema WEA molto utili per chiunque volesse adottare un sistema di comunicazione del genere.

  1. Mantenere il messaggio entro i 160 caratteri. Andare oltre sarebbe controproducente
  2. Formazione del cittadino.
    Cos’è il WEA e come si usa. Campagne educative volte a migliorare il livello di reazione del pubblico ricevente
  3. Costruire un brand !
    Chi ci sta inviando questo messaggio? La costituzione di un brand aumenterebbe la predisposizione all’interazione, nonché la fiducia del pubblico verso il brand stesso.
  4. Creare dei precedenti.
    In questo modo si può abituare il pubblico a ricevere messaggi di questo tipo e a metabolizzare l’esperienza
  5. Creare delle linee guida comuni.
    Queste linee guida andrebbero pubblicate e dovrebbero essere utili a costituire una base comune, anche per tutte quelle organizzazioni che stanno pensando di sviluppare un proprio sistema di Instant Emergency Notification
  6. Integrare il sistema.
    Un sms non puà bastare! Il sistema WEA deve integrarsi con altri strumenti quali: email alert, robo-calls, social media feeds, video sharing, aggiornamenti di siti internet specifici, news media feeds.
  7. Utilizzare gli eventi per testare la reale capacità di reazione delle persone coinvolte. Grazie a questo studio molte società incaricate o enti, dipartimenti, e chi più ne ha più ne metta, saranno in grado di testare la reale capacità di reazione.Non guardiamo alla velocità di reagire, fuggire, ripararsi. Guardiamo piuttosto alla capacità che le persone hanno di percepire un evento in funzione delle informazioni ricevute (selezione – elaborazione – interpretazione), ricordando che oltre il 47% dei cittadini italiani tra i 16 e i 65 anni soffre di analfabetismo funzionale.
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