Communication

Il jobs act: rabbia, schemi e pregiudizi che bloccano il paese

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In questo articolo parlo di un esperimento che ho condotto in Piazza del Popolo nel giorno della manifestazione sul Jobs Act. Come vedrete nel video, ho intervistato alcune decine di persone su le migliaia del popolo sceso in piazza.
Mi sono sempre chiesto quante delle persone che protestano contro qualcosa siano in grado di

motivare la loro presenza a quella manifestazione

Quello che vedrete nel video è stato un esercizio di stile narrativo e un’occasione per mettere alla prova alcune tecniche studiate. Nel video vedrete che la maggior parte delle persone non sono in grado di dire esattamente cosa li spinga a manifestare contro il Jobs Act, nonostante la richiesta fosse limitata ad elencare solo “tre motivi”. Dopo il video spiegheremo quali sono le motivazioni che spingono le persone a tenere questo atteggiamento.

Parleremo di rigidità degli schemi e dei pregiudizi ma ora guardiamo il video!

Come già detto in altri articoli, la straordinaria complessità della nostra società, stimola molti individui ad attuare una tecnica di difesa, ponendosi al mondo (complesso) con la loro semplicità cognitiva.Alla base del modo di operare del sistema Io ci sono i processi di semplificazione e di sintesi in cui, infatti, vige il principio di regolarità e di ricerca del noto e del conosciuto. Questo permette all’individuo di prevedere, quindi conoscere e gestire al meglio la complessità.

Nel 2001 Siri (non di certo il sistema del vostro i-phone bensì Giovanni Siri) parla di rigidità degli schemi e pregiudizi riferendosi ad uno dei peggiori difetti dell’Io. Il continuo mutamento e la difficoltà che proviamo nel comprendere la complessità del mondo, pone il nostro sistema IO, (che si occupa di generare la consapevolezza propria e della realtà) a lavorare sotto una condizione di stress. Quanto più è maggiore il livello di stress, quanto più il sistema IO irrigidisce schemi e pregiudizi che governano il suo modo di operare. Tutto questo per mettersi al riparo e garantirsi una rassicurante rappresentazione di sé e delle cose.

Il motore che spingeva le persone a manifestare: la paura del cambiamento

Molti dei messaggi che venivano consegnati al pubblico erano trasmessi attraverso il canale delle testimonianze. Uno story-telling che metteva in evidenza come l’intervento dei sindacati italiani fosse stato determinante in alcune occasioni, ma soprattutto, come un cambiamento così forte avrebbe “limitato diritti” rendendo più deboli i tentativi di reazione. Ma per reagire a chi? “Padroni” “Potere” e altre figure che non esistono. 

In un altro articolo vedremo come i messaggi denominati Fear Arousing Appeals (Holland) abbiano avuto un importantissimo ruolo nella pubblicità sociale, lavorando sopratutto su una leva, quella dell’angoscia. In queste pubblicità, si mette in evidenza come il protagonista (individuo) possa trovarsi in situazioni rischiose per aver tenuto un comportamento irresponsabile. Quale? Magari per  aver cambiato strada, oppure, per aver votato SI cercando di voltare pagina e scrivere una nuova storia.

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